Report del nostro Giovanni Pecorari sull’evento di Confindustria Emilia del 14 e 15 settembre: la mia presenza alla 2 giorni è stata valutata nella molteplice veste di:
▪ membro del Direttivo dell’Associazione (con delega alle attività in ambito Emilia Romagna);
▪ rappresentante legale di una società di consulenza in ambito internazionalizzazione White S.r.l – International Consulting;
▪ Temporary Export Manager di un’impresa associata a Confindustria Aliauto Italia S.r.l..
Ho avuto modo di partecipare a convegni, tavole rotonde, workshop con gamification, appuntamenti B2B (programmati e non), ecc.

Ecco qui in ordine un po’ sparso i miei commenti a ciò che ho vissuto:
● esigenze formative sempre più verticali e dettagliate, gli incentivi stanno spronando le imprese ad affrontare le nuove sfide con attenzione a nuove tecnologie, ma pure a soft skills (ai vari livelli dell’organigramma);
● le tematiche ESG sono spesso viste ancora come obbligo fastidioso, se sono le banche ad “imporci” certe buone pratiche di sicuro questo non aiuta;
● mi ha colpito l’invito da più parti a valutare la diffusione a più livelli organizzativi del senso di responsabilità e del potere/dovere di scelta;
● internazionalizzare è anche attrarre talenti stranieri; istituzioni pubbliche e soggetti privati stanno continuando a perfezionare le modalità di ingresso per i lavoratori stranieri con le quote del Decreto Flussi e secondo il Decreto Cutro (info da approfondire anche come “semplici cittadini”);
● finalmente più attenzione all’evoluzione dei BRICS+ (de-dollarizzazione, crescente business intra-BRICS, normative, nuovi accordi …);
● è ora di superare il mantra della resilienza, non basta resistere, ma è fondamentale trasformarsi in maniera proattiva (e non reattiva);
● le supply chain sono da ripensare; il friend/near-shoring come uno dei principali driver, e poi… se è vero che tutta l’azienda deve essere votata al cliente… allora arriveremo anche a “tutta l’azienda deve essere votata al fornitore”?
● ho colto qua e là tentativi di addossare le responsabilità delle attuali difficoltà all’esterno (Trump, il Dragone, la politica, le istituzioni, gli Houthi, ecc.), ma c’è stata anche autocritica (con introspezione) … quella aiuta!
● l’IA attira, ma spaventa; forse è ancora meglio/più facile concentrarsi sugli elementi distintivi della nostra produzione;
● dobbiamo dedicare più tempo all’ascolto (ed io personalmente l’ho fatto parecchio a FARETE); ascoltare aiuta a capire, a reagire e a sviluppare;
● l’età di chi guida l’imprenditoria è particolarmente elevata, non credo che aiuti essere considerati giovani a ridosso dei 40 anni.
● Chi è nato/cresciuto in epoca di disarmo oggi spesso vive con disagio l’epoca del riarmo, tra necessità ed opportunità di business è opportuno fare estrema attenzione ai contesti sociologici.
● Buyer ben selezionati ed in target.