Per raccontare le nuove storie dell’era dell’intelligenza artificiale è bene cominciare dalle catastrofi che essa può fare se lasciata in mani sbagliate. Due settimane fa in Iran un primo missile americano ha colpito una scuola elementare. Poi è arrivato il secondo missile che ha colpito il cortile dove sopravvissuti, genitori, e soccorritori si erano radunati nel panico. Le vittime accertate sono almeno 165, quasi tutte bambine. Poche ore prima, Palantir Technologies aveva fornito all’esercito americano la lista degli obiettivi da colpire. Al di là della follia criminale di chi l’ha innescata, e della complicità di governanti ignavi e sottomessi, abbiamo assistito alla prima strage di innocenti causata dell’intelligenza artificiale.
Il racconto come arma globale
Detto questo doverosamente, torniamo ai temi della vostra newsletter. Cerchiamo di essere positivi e parliamo di come un nuovo modo di raccontarsi, potenziato dall’AI, può reinventare e rivitalizzare il business e diventare un’arma globale a favore di chi sviluppa l’export delle PMI. Il messaggio che voglio dare è chiaro: reinventate anche con l’AI per innovare, raccontate per conquistare. Le aziende che lo fanno non solo sopravvivono, ma dominano. Viviamo iperconnessi e iper controllati, i mercati travalicano i confini nazionali, il diritto commerciale rimane stabile mentre quello internazionale si dissolve. I colossi rischiano più delle PMI in questo contesto, e alle PMI il successo può arridere se hanno capacità di reinventare il business con innovazione e di raccontarlo. Qui trovate 4 storie potenti che connettono e fanno riflettere: esempi reali da libri, progetti territoriali, e da pionieri italiani che dimostrano quanto questa strategia funzioni e sia replicabile. Siete pronti a trasformare la vostra storia in un’arma globale?
1. Il “non” libro “L’Export nell’era delle IA”

Non potevo non partire dal “non-libro” di Gabriele Carboni, che parla non solo di come l’AI rivoluziona l’export analizzando dati di mercato, prevedendo trend, e personalizzando strategie per i mercati esteri, ma è esso stesso un work in progress in continua evoluzione. A differenza di un normale manuale cartaceo, questo Notebook interattivo rappresenta un ecosistema in continua evoluzione che può essere aggiornato con nuovi materiali e riferimenti, offrendo un supporto costante a chi desidera abitare con consapevolezza il nuovo mercato algoritmico globale. Puoi giocarci gratis qui: https://lnkd.in/dzAbDC7.
2. Kaizen a ostacoli per il miglioramento continuo
Il Kaizen è una filosofia manageriale giapponese studiata nelle business school internazionali che significa “cambiamento in meglio” o “miglioramento continuo“. Si basa sull’apportare piccole, costanti, e incrementali modifiche ai processi aziendali, coinvolgendo tutti i dipendenti, per eliminare gli sprechi (muda) e aumentare la produttività senza richiedere grandi investimenti.

Flavia Milesi e Giulia Ciammaichella, esperte di internazionalizzazione, esplorano nel contesto “Kaizen a ostacoli” come superare resistenze culturali e operative nelle PMI italiane, applicando miglioramenti graduali per mercati asiatici come Giappone e Corea del Sud. Questo approccio trasforma abitudini rigide in adattabilità, essenziale per export sostenibili nonostante barriere relazionali. Anche in questo caso al di là del contenuto assolutamente prezioso per chi fa business con quei paesi, sottolineo l’approccio narrativo conversazionale unico che trasforma il racconto in emozione. Cercatelo nella library di Uniexportmanager o qui https://www.amazon.it/dp/B0GRMJTDDJ.
3. Storie di export e territorio a Vicenza

Il progetto “Vicenza Export Tales” di vet.uniexportmanager.it raccoglie le storie più significative dei distretti export leader in Veneto per l’internazionalizzazione, con 1200 sedi estere e 53.000 addetti, valorizzando manifattura e territorio attraverso audit AI-based (UNI/PdR 163) e storytelling per mercati emergenti come Asia e Medio Oriente. Il progetto beneficia della collaborazione di camera di commercio Vicenza, Università di Verona, Confapi-Confimi Vicenza, media locali, e anche questo raccoglierà in un libro le migliori storie. Incredibili racconti stanno pervenendo dalle aziende che si sentono protagoniste e vogliono testimoniare l’evoluzione del modo di fare business export in un momento di transizione tra passato e un difficile futuro vet.uniexportmanager.it.
4. Cryptovino: reinventare vino, territorio, e NFT:
Dulcis in fundo il vino. Cito qui un recente post di Fabio Piccoli Piccoli di Wine Meridien.
“Nel vino italiano continuiamo a comportarci come se fossero questioni accessorie. Come se bastassero contenuti straordinari, territori unici, vini di qualità. Come se il valore si imponesse da solo. Ma in un mercato affollato l’anonimato non è una posizione neutra. È una condanna. La verità è che le aziende del vino hanno sempre investito pochissimo in comunicazione. E oggi, con il mercato che rallenta, hanno trovato anche l’alibi perfetto per continuare a non farlo…. Il mercato è cambiato. Gli interlocutori sono cambiati. La competizione è infinitamente più affollata. In un contesto così, produrre un buon vino è il punto di partenza, non quello di arrivo. La vera differenza la fa la riconoscibilità.”
Il fatto è che solo i colossi possono permettersi i budget per raggiungere le soglie richieste per la comunicazione tradizionale, mentre la gran parte dei 40mila produttori deve necessariamente reinventarsi e raccontarsi.E’ quello che fanno alle Cantine di Orgosolo:

Cantine di Orgòsolo, che pure è stata classificata da Prowein unico cannonau fra i primi 100 vini italiani, tramite andsart.it lanciano il “cryptovino” integrando NFT per reinventare il marketing territoriale, collegando vini sardi di qualità ad arte digitale e blockchain per autenticazione e export innovativo. Questo modello moltiplica il valore d’impresa con cross-fertilization tra cultura, crypto, e sostenibilità globale. Non propone solo ottime bottiglie ma anche soluzioni marketing per valorizzare musei, territori e gadget unici come la proprietà dell’immagine di cui sopra, raffigurante un murale di Orgosolo dello streetartist @Francesco Del Casino, che possiamo definire il Banksy italiano, che sarà offerta in NFT durante le degustazioni a Vinitaly – https://cantinediorgosolo.andsart.it/. Anche questa è una bella storia.
Pronti a raccontare la vostra storia? L’IA vi aiuta, usata nel modo giusto potete trasformarla in arma globale per il bene-comune.
Giuseppe Vargiu,
Presidente Uniexportmanager
Commenti recenti